Frida Kahlo: la sensualità elevata ad arte

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Cara Frida,
quando il mio aereo ha lasciato Città del Messico era il 12 dicembre 2016 giorno della Festa della Madonna di Guadalupe. La tua terra mi ha salutato con dei fuochi d’artificio meravigliosi. Mentre il mio aereo lasciava il suolo messicano ho rivolto a te il mio pensiero, a Coyoacán e alla casa Azul.
Conoscevo poco di te prima della mia “mobilità” e onestamente ero anche abbastanza infastidita dalla tua immagine di Vogue che come il prezzemolo appariva ovunque associata alla trasgressione e alla scelleratezza.
Questo fino a quando non ti ho “incontrata”.
Mi è capitato più volte di vivere o visitare posti che oserei definire non “consuetudinari” ma è solo nella tua casa Azul in cui ho avvertito molto fortemente una sorta di energia imprigionata. È una casa piena di colori, ricca di dettagli, curata nei minimi particolari e in ogni stanza si avvertono sensazioni differenti e quasi contrastanti. Casa Azul è un inno alla cultura messicana, all’identità di questo popolo meraviglioso. È come se le pareti fossero intrise ancora della tua energia, di sofferenza e di sprigionata gioia. Nel passare da una stanza ad un’altra si ha come la sensazione di trovarti ad un certo punto seduta da qualche parte a bere il tuo tequila tanto è ancor vivo “il suon di”te in questo luogo.
La tua casa è stata un fermento di passioni, di idee rivoluzionarie, di creatività ma anche testimone di logoranti sofferenze e di grandi delusioni.
Ho visto i tuoi busti, le tue protesi, le tue scarpe ortopediche, la tua sedia a rotelle posizionata davanti al cavalletto per dipingere, sfiorato i tuoi vestiti e ho provato un senso di profonda ammirazione per te. Ammirazione perché hai sempre conservato una certa grazia nascondendo il dolore lancinante che ti perseguitava. Il tuo essere “cool” era una necessità ed un gesto di protesta oltre che un atto di devozione alla cultura indigena. Purtroppo però parte del mondo attuale risulta sventrato di contenuti e ignora cosa ci sia dietro la tua sensualità. Oggi predomina l’idea della sensualità connessa alla volgarità, ad un’abbondanza delle forme che però quasi mai coincide con altrettanti contenuti cognitivi. La sensualità invece, come tu insegni, è accettazione delle proprie imperfezioni ed è cura dei singoli difetti. Consiste nel vivere liberamente il proprio corpo. Conoscerlo. Esplorarlo. Giocare con esso. La consapevolezza della propria femminilità (in base a quanto sosteneva Jacque Lacan) consiste nell’accettazione della mancanza dell’elemento fallico e quindi in una condizione di libertà che tale “deficienza” può comportare. La donna non ha nulla di se che fuoriesce all’esterno e quindi per comprenderla bisogna imparare a decifrare i meandri della sua mente e scavare nelle parti intime del suo corpo. É questo che la rende una creatura estremamente affascinante. Invece oggi vestiamo male questa femminilità e tutto diventa motivo di sfida con il genere maschile. Siamo tutte travolte da un isterismo di massa, dove l’uomo da un lato, ci appare centrale in quanto detentore assoluto del potere di farci sentire desiderabili, dall’altro, meritevole di rimprovero e di punizione perché ritenuto, erroneamente, capace di desiderare unicamente il nostro corpo.
Vorrei che le donne di domani e quelle di oggi, in particolare la categoria delle “selfieste compulsive”, imparassero da te il culto della femminilità e l’arte della sensualità. Vorrei che fosse insegnato loro ad alleggerire, ad avere dei desideri, ad ironizzare sui propri difetti fisici. Vorrei che ereditassero da te la tua devozione per la tradizione ed il coraggio per non cedere all’immobilismo. Mi piacerebbe apprendessero che la sensualità è ricerca, è costruzione mentale e scoperta connessa ontologicamente all’originalità e all’unicità.
Desidererei verificassero che la sensualità diventa seduttiva (ovvero “capace di portar via”) se impregnata di passione, di gioia e di ironia.
Vorrei che sapessero che anche senza le dita di un piede e con le protesi si può essere estremamente sensuali e diventare Frida Kahlo.
Hai squarciato il mio immaginario e rivoluzionato la mia anima. Tu e la tua terra mi avete cambiato profondamente e radicalmente.
¡Viva la vida!

Ciao Frida

Mariagrazia Passamano

 

9 pensieri su “Frida Kahlo: la sensualità elevata ad arte

  1. Sapevo che avresti sentito la sua anima e la sua travolgente energia e che saresti stata capace di raccontarla così come lei avrebbe voluto essere raccontata. Adesso che ho trovato questo tuo blog difficilmente riuscirò ad abbandonarlo. Un abbraccio. Samy

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      • Sicuramente conoscerai lo scrittore Pino Cacucci. Autore di libri meravigliosi quasi tutti ispirati dall’anima pulsante del Sudamerica. Ha scritto di Frida, per Frida… una parte in particolar modo mi è rimasta addosso, questa:

        “Quando il suo cuore si è fermato, ho pensato che i cuori dei ribelli, chissà, forse continuano a battere nei cuori degli altri ribelli che restano e nei ribelli che verranno… Perché nessuno muore mai del tutto finché c’è qualcuno che lo ricorda, finché resta viva la memoria di quei battiti affidati magari a un libro, a un film, ma soprattutto a quel sorriso dolce e po’ venato di amarezza , il sorriso di chi non si rassegna e sogna ancora, malgrado tutto, malgrado il mondo che ci ritroviamo attorno.”
        Pino Cacucci – Nessuno può portarti un fiore”

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